Questioni internazionali. Francesco Crispi. Читать онлайн. Newlib. NEWLIB.NET

Автор: Francesco Crispi
Издательство: Bookwire
Серия:
Жанр произведения: Языкознание
Год издания: 0
isbn: 4064066071134
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is a fort of the same name. A short distance west of the fort is the boundary between the States of Tunis and Tripoli».

      2.º Carte de la Régence de Tripoli, dressée par M. M. Prax et Renou, Paris, 1850 (scala 1 a 2 000 000), la più antica ed una delle più attendibili, perchè redatta dietro osservazioni fatte ed informazioni raccolte sul luogo, e perchè costruita in un'epoca in cui non eravi alcun interesse a spostare sulle carte le frontiere naturali a scopo politico; reca il confine sud-orientale della reggenza di Tunisi dal forte El Biban sul mare direttamente al Gebel Nekerif. Da questo, continuando per poco nella stessa direzione, volge poi a nord-ovest, quindi a ovest e poscia a sud-ovest, lasciando a settentrione la contrada algerina del Suf. Viene così a comprendere nella Tripolitania un territorio che, per quanto deserto, si estende a nord-ovest verso il Suf per circa 180 chilometri da Ghadames, e va verso ponente ben oltre il 3.º meridiano orientale di Parigi.

      3.º Carte de la régence de Tunis, dressée au dépôt de la guerre d'après les observations et les reconnaissances de M. Falbe, capitaine de vaisseau danois et de M. Pricot de St. Marie, chef d'escadron d'état major français, étant directeur le colonel Blondel — Paris, 1857 (scala da 1 a 400 000). Questa, che è la prima carta di fonte governativa francese della Tunisia, non porta nessun confine politico nè a sud nè ad est; ma termina a sud-est col uadi Fissi (altrove scritto Fessi), oltre il quale, a mezzodì del lago Biban, e precisamente in quella plaga che le carte odierne dello stesso [pg!30] stabilimento del governo comprendono nella reggenza di Tunisi, sta scritto a grandi caratteri Ouled Houeil, e fra parentesi, immediatamente sotto: Tribu de Tripoli.

      4.º Côte septentrionale d'Afrique entre Zarzis et Tripoli; levée en 1871 par le capitaine de vaisseau E. Mouchez, membre de l'Institut; publiée au dépôt des cartes et plans de la marine en 1878; corrigée en novembre 1880. In questa, che è la carta ufficiale idrografica della marina francese, pubblicata un ventennio più tardi della precedente, si scorge l'identica ubicazione degli Ouled Houeil e la loro qualificazione di Tribu de Tripoli.

      5.º Karte des Mittelländischen meeres, Dr. Petermann; edita da J. Perthes, Gotha nel 1880 e 1884 (scala da 1 a 3 000 000). Il confine in discorso vi si vede tracciato dalla estremità occidentale del lago Biban alla catena montana del Duirat, in un punto che dista da Nalut da 70 a 75 chilometri. Il uadi, che scorre a una trentina di chilometri più a levante dell'accennata frontiera, è denominato uadi Segsao in tutto il suo corso.

      6.º Wyld's Map of Tunis, senza data, ma anteriore al 1886 (scala da 1 a 1 107 532). Porta il confine tra la Tunisia e la Tripolitania ben definito con una retta che dal forte El Biban attraversando il lago omonimo, va alla catena del Duirat ad un punto presso a poco alla stessa distanza da Nalut indicata sulla carta precedente. Pure come in questa (colla sola sostituzione della z alla s), è nella carta del Wyld detto Zegzao il uadi che scorre più a levante.

      7.º Carte des itinéraires de la Tunisie, dressée et publiée par le service géographique de l'armée; due edizioni, 1885-87 (scala da 1 a 800 000). Sull'edizione del 1885 si ritrova per la prima volta la denominazione di Mokta data al uadi, che per lo addietro tutte le carte chiamavano Zegsao, Sigsao, Segzao. Makatà in arabo significa linea, trincea, fossato, ed implica il concetto della frontiera. Moktà, riferisce l'illustre Barth, vale grenzgebiete, ossia «paese di frontiera». Lungo cotesto uadi, altra volta Segsao, oggi Mokta, è tracciato il confine politico.

      8.º Carte d'Afrique (F.lle n. 6) publiée par le service géographique de l'armée, 1887 (scala di 1 a 2 000 000). In questa sono naturalmente riportate tutte le novità introdotte nella precedente, uscita dal medesimo istituto governativo. Come però si estende maggiormente in ogni [pg!31] direzione, lascia scorgere tutto l'andamento del nuovo confine; il quale, passando in prossimità di Oezzan, rimasto alla Tripolitania, si dirige al deserto che contorna sino all'oasi di Ghadames, a nord della quale s'arresta, a 24 chilometri dalla città.

      9.º Carte de la Tunisie, par le service géographique de l'armée; édition provisoire, 1890 (scala di 1 a 200 000). È questa la carta più recente della Tunisia edita dal Service géographique de l'armée. In essa è ben particolareggiato il nuovo confine partente dal mare a Ras Adjir, seguendo il uadi detto Mokta fino al confluente del Khaoai Smeida e che corre poi verso ponente e quindi verso sud-ovest in modo da lasciare Oezzan alla Turchia, sulla frontiera. Non si può vedere come sia definito il confine più al sud, non essendo ancora pubblicati i due fogli meridionali. In sostanza, conferma il confine dato dalle precedenti due carte pubblicate dallo stesso stabilimento governativo. Soltanto è da notarsi che la distanza lungo il littorale, fra l'antico confine al forte El Biban e il nuovo a Kas Adijr, appare in questa carta ridotta a 25 chilometri.

      Riepilogando, dall'esame di tutte queste carte evidentemente risulta:

      a) Che in nessuna di esse, nè francese (ufficiale o privata) nè tedesca nè inglese, anteriori al 1885, si trova segnato l'attuale confine e neppure altro che vi abbia qualche punto di contatto, dal mare alla catena del Duirat. Così pure in nessuna si trova il nome di Mokta applicato al uadi Segsao o Zegzao.

      b) Che il territorio considerato nelle carte del service géographique de l'armée 1885-87 siccome appartenente alla Tunisia e perciò soggetto al protettorato francese, è l'identico che nel 1857 dallo stesso stabilimento governativo e nel 1878 dall'analogo istituto della marina, veniva esplicitamente dichiarato «territorio di Tripoli».

      c) Che la denominazione di Mokta data dalla carta del service géographique de l'armée (1885-87) all'uadi Segsao, presumibilmente fu intesa a giustificare il tracciamento della frontiera lungo il medesimo. A tale proposito giova rammentare come l'esploratore Barth si sia servito del vocabolo arabo mokta per indicare il paese di frontiera (grenzgebiete) dove egli si trovava, a ponente del forte El Biban. Con ciò, anzichè designare la frontiera fra la [pg!32] Tunisia e la Tripolitania lungo l'attuale El Mokta, come si pretese in Francia, egli l'indicava là dove tutte le carte anteriori al 1885 la portavano, a El Biban.

      Come se tutto ciò non bastasse, si può ancora aggiungere l'avviso del più autorevole geografo vivente, Eliseo Réclus, il quale nel suo volume XI pubblicato alla fine del 1886, quando cioè da un anno era apparsa la carte des itinéraires de la Tunisie, anzichè riconoscere la nuova frontiera del Mokta, scriveva a pag. 174: «L'îlot du cordon litoral situé entre les deux passages est occupé par le fortin des Biban ou des portes, ainsi nommé des ouvertures marines qu'il defend; en outre il est aussi la porte de la Tunisie, sur la frontière tripolitaine».

      Che più? Lo stesso governo della repubblica, quando si sollevarono obiezioni in Italia e a Costantinopoli contro il nuovo confine segnato sulla carta del service géographique de l'armée ebbe a sconfessare quella carta e quel confine4 affermando che non aveva carattere ufficiale. Una tale sconfessione era del resto assurda, perchè non si saprebbe davvero immaginare quale altra carta possa avere quel carattere, se non lo si riconosce in una «dressée, gravée et publiée par le service géographique de l'armée, étant chef du service géographique le général Perrier».5

      La Turchia, com'è facile immaginare, non ha riconosciuta la nuova frontiera. Se ne ha una prova nella dichiarazione fatta il 27 novembre 1890 dal governatore generale di Tripoli al reggente il consolato d'Italia. «La Francia — così egli si espresse — oggi tratta per conoscere la nostra linea di confine verso la Tunisia. Ma noi non possiamo aderire a simili trattative, perchè sarebbe riconoscere il governo del protettorato. Anzi ho già protestato contro una carta di confine tracciata dal genio francese e che mi fu presentata per la debita ratificazione». [pg!33]

      II.

      Da quanto si è precedentemente esposto, si avrebbero elementi per provare come il confine storico fra la Tunisia e la Tripolitania fosse, sul mare, in vicinanza al forte Zarzis, e nell'interno seguisse, in parte almeno, il corso dell'uadi Fessi. In ogni modo volendo considerare come antico confine quello dato dalla carta francese di Prax e Renou e confermato dal Wyld, dal Petermann e dal Réclus, il confine cioè che dal forte El Biban va alla catena del Duirat ad un punto distante da 70 a 75 chilometri da Nalut, la superficie usurpata