la sua civiltà inspirassero talvolta il linguaggio di R. Mattia, siccome il registra il Talmud; vi mostrerei le nozioni mediche che vi raccolse e che bellamente applicava all’osservanza dei riti, lo specifico contro la idrofobia che egli addita nel
fegato del cane idrofobo, la gravità somma ch’ei concedeva alle infiammazioni della trachea onde voleva il sabato per quelle impunemente violato, la indicazione del salasso nelle tracheiti istantanee da eseguirsi anche di sabato; e sopratutto mostrarvi come cogliesse nell’esperienza degli uomini e delle cose romane, nelle repentine cadute e nelle repentine elevazioni dei Cesari, quella sentenza che voi recitate al tornare di ogni primavera e che suona;
fatti coda ai leoni e non capo alle volpi; e come infine dallo stesso soggiorno di Roma gli fosse quel detto suggerito troppo necessario a praticarsi nella città delle continue rivoluzioni:
Sii il primo a salutare ogni uomo. E dove non recarono le loro idee, la loro presenza i Dottori antichissimi? Persino qui nella nostra Toscana, e come a me fu dato, ch’io mi sappia il primo, notare in
Pitiliano quando muovendo inverso Roma ne traversavano le vie
d’onde, dice il Medrase,
udendo il frastuono, il trambusto lontano della città lasciva, sclamarono: se questa è la grandezza, o Dio! dei riprovati, qual è quella che tu tieni in serbo pei tuoi eletti?45