Il Fantasma Di Margaret Houg. Elton Varfi. Читать онлайн. Newlib. NEWLIB.NET

Автор: Elton Varfi
Издательство: Tektime S.r.l.s.
Серия:
Жанр произведения: Полицейские детективы
Год издания: 0
isbn: 9788885356689
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Roni e disse: “Ecco qua il mio caro e buon amico Roni. Ti vedo in gran forma.”

      “Si, fortunatamente sto abbastanza bene, grazie. Come può vedere ho mantenuto la mia promessa e le ho portato Ernest. Sono sicuro che sarà di grande aiuto per lei.”

      “Lo spero anch’io, veramente.“ disse Houg e continuò “Vi posso offrire qualcosa da bere?”

      “Per me no, grazie.” rispose Ernest che era ancora in piedi intento ad apprezzare quella casa così straordinaria.

      Houg prese una bottiglia e riempì due bicchieri, uno per Roni e l’altro per sé. Poi finalmente si accorse che Ernest era ancora in piedi e lo invitò a sedersi.

      “La prego, si sieda. Ho bisogno di parlarle.”

      “Sono qui proprio per questo.” disse Ernest che era molto curioso di sapere di cosa di trattasse.

      “Beh… è una situazione un po’ bizzarra, per la verità, ma per mio figlio può risultare alquanto pericolosa” comincio Houg e, dopo aver bevuto un sorso dal bicchiere che aveva fra le mani, continuò “Poco meno di un mese fa, esattamente la notte del tredici ottobre scorso, mio figlio è stato ricoverato con urgenza all’ospedale, in uno stato di totale shock. Non ha detto una parola per settimane. Fino a qualche giorno fa. La prima persona con la quale ha parlato subito dopo l’accaduto sono stato io e quando ho saputo il motivo per il quale mio figlio era ridotto in quel modo sono rimasto sbalordito. Insomma…. Pare che abbia visto un fantasma.”

      “Un fantasma?!” esclamò Ernest che non poteva credere alle sue orecchie.

      “Vedo che il nostro amico Roni non le ha detto nulla a tal proposito.” disse Houg, rivolgendosi a Ernest che era ancora incredulo per quello che aveva sentito.

      “No, per la verità non mi ha detto assolutamente nulla.” replicò Ernest, confermando l’ipotesi di Houg.

      “Se non ho detto nulla è stato per non mettere troppe voci in giro, visto i brutti precedenti di un anno fa.” disse Roni, guardando Houg negli occhi.

      “Si, ma io non vedo il motivo per cui Ernest, che è il tuo più caro amico e per di più l’uomo che ci può aiutare, non dovesse saperlo.” infierì Houg con un tono di rimprovero.

      “Veramente, non vedo come io possa aiutarla.” intervenne Ernest che proprio non capiva cosa c’entrasse lui con quella storia.

      Houg rimase un po’ in silenzio; poi rivolgendosi ad Ernest disse: “Lei mi può aiutare perché io sono una persona molto razionale e non credo nei fantasmi, quindi o l’immaginazione ha giocato un brutto scherzo a mio figlio, per cui ha creduto di vedere il fantasma di sua madre, oppure c’è qualcos’altro sotto; in ogni caso, penso che in tutto questo ci sia una spiegazione logica e vorrei che lei scoprisse qual è.”

      “Allora, suo figlio ha visto il fantasma di sua madre?” chiese Ernest che era rimasto colpito per quella frase detta quasi di sfuggita.

      “Si, è proprio così, chiedo scusa per non averlo detto prima, lo avevo quasi dimenticato.” replicò Houg.

      “Eppure, non si può dimenticare così facilmente che si tratta del fantasma di sua moglie.” fece notare l’investigatore con tono provocatorio, e istintivamente gli occhi gli caddero sul quadro che raffigurava la moglie di Houg.

      Ci fu un momento di silenzio e il banchiere abbassò gli occhi ma Ernest, che sembrava molto sicuro di sé, in fondo avvertiva un certo disagio nello stare davanti a quell’uomo così imponente che anche quando parlava di fantasmi sembrava che parlasse della cosa più naturale del mondo.

      “Ha ragione, però questa storia mi mette in imbarazzo e non vedo l’ora che lei accetti la mia proposta e risolva il mistero.” disse Houg, come per giustificare il suo imbarazzo e i suoi strani modi.

      “Prima di tutto io non ho ancora ricevuto alcuna proposta e in secondo luogo non penso che risolverò tutto con la bacchetta magica.” rispose Ernest.

      “Se dovesse decidere di accettare la mia proposta la cifra sull’assegno la può mettere lei stesso, per me non ci sono problemi. Spero veramente che lei accetti perché sia il suo amico che io abbiamo molta fiducia in lei.” concluse Houg.

      Ernest era sul punto di rispondere quando nel soggiorno entrò una ragazza. A giudicare dall’uniforme doveva essere una cameriera. Era una ragazza molto carina con i capelli biondi e corti. Appena vide i due uomini che stavano parlando con Houg fece un passo indietro, quasi spaventata.

      “Dimmi, Rebecca, cosa c’è?” chiese Houg.

      “Oh… chiedo scusa. Pensavo lei fosse da solo. Tolgo subito il disturbo” mormorò la ragazza che rapidamente uscì dalla stanza.

      “È la tata dei miei figli ed è stata proprio lei a trovare mio figlio nella condizione di shock di cui le dicevo prima.” disse Houg e continuò “ Le altre spiegazioni le darò solo nel caso lei decida di accettare la mia proposta.”

      “In tal caso, glie lo farò sapere” rispose Ernest e fece segno a Roni che la visita era finita.

      “Spero di avere sue notizie al più presto.” disse Houg accompagnandoli alla porta.

      Ernest fece un cenno della testa come per annuire e uscì andando verso la macchina. Invece Roni restò indietro e si fermò a parlare con Houg.

      “Tutto questo è un po’ strano.” commentò Ernest con Roni appena furono partiti.

      “Cosa?” chiese Roni.

      “Tutto. La storia del fantasma, Houg che vuole ingaggiare me per risolvere il problema. Non sembra anche a te un po’ strano?”

      “No, personalmente non ci vedo niente di strano. Spero solo che tu non ce l’abbia con me per non averti detto nulla.” rispose Roni.

      “Non capisco una cosa. Come mai una persona con l’influenza e il potere di Houg vuole assumere proprio me per questo caso? Se solo volesse, potrebbe avere un esercito di investigatori, per non parlare del fatto che può contare anche sulla totale disponibilità di Scotland Yard. Perché solo un uomo? Perché?” si chiese ancora Ernest, monologando.

      Roni sentì comunque il desiderio di rispondere: “Si, tutto quello che dici è vero, ma se hai prestato attenzione dovresti avere intuito che ha avuto una brutta esperienza un anno fa, quando è morta sua moglie. La maggior parte della stampa trattò l’argomento per molto tempo e alcuni quotidiani scrissero addirittura che la colpa per la morte di sua moglie era proprio sua, di Houg.”

      “In che senso era colpa di Houg?” domandò incuriosito Ernest.

      “Beh… non si è capito molto. So solo che sua moglie trascorse i suoi ultimi mesi di vita in un ospedale psichiatrico perché soffriva di una pesante forma di depressione. Sembra che fosse diventata violenta e pericolosa e quindi non era più possibile tenerla in casa. La versione ufficiale sul suo decesso è che morì in seguito ad una forte crisi di nervi che le provocò un arresto cardiaco. Da alcuni articoli venne fuori addirittura che si era trattato di suicidio e che Houg le avrebbe dato una mano.”

      “In altre parole omicidio.” lo interruppe Ernest, che poi chiese “Ma per quale motivo lo avrebbe fatto?”

      “Nessuno lo sa. Qualcuno scrisse che, essendo lui un noto uomo d’affari, una moglie in uno stato simile avrebbe costituito un motivo di imbarazzo.”

      “A me non convince. Come fa un uomo ad uccidere la propria moglie solo perché si sente in imbarazzo?” mormorò Ernest scuotendo la testa.

      “Infatti si tratta di chiacchiere. Dopo un po’ non si parlò più del caso e Houg da parte sua dichiarò che avrebbe querelato tutti i giornalisti che avessero fatto simili insinuazioni. D’altronde che lui amasse sua moglie era noto a tutti.”

      “Anche questo è molto strano.” disse Ernest e continuò “Perché i giornali scrissero che era stato simulato un suicidio?”

      “Questo non lo so.” rispose Roni.