Inizio di una Nuova Vita. Emma Knight. Читать онлайн. Newlib. NEWLIB.NET

Автор: Emma Knight
Издательство: Lukeman Literary Management Ltd
Серия: Le Leggende del Vampiro
Жанр произведения: Книги про вампиров
Год издания: 0
isbn: 9781632913272
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>Inizio Di Una Nuova Vita (Libro #1 Di Le Leggende Del Vampiro)

      Copyright © 2011 di Emma Knight

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      Questa è un'opera di fantasia. Nomi, personaggi, aziende, organizzazioni, luoghi, eventi e fatti sono il frutto dell'immaginazione dell'autrice o sono utilizzati a puro scopo d'intrattenimento. Qualsiasi rassomiglianza a persone reali, viventi o meno, è pura coincidenza.

Libri di Emma KnightINIZIO DI UNA NUOVA VITA (Libro #1 di Le Leggende del Vampiro)UNA VERTITA' INASPETTATA (Libro #2 di Le Leggende del Vampiro)VITA DA VAMPIRA (Libro #3 di Le Leggende del Vampiro)UN VIAGGIO PERICOLOSO (Libro #4 di Le Leggende del Vampiro)RITORNO ALLE ORIGINI (Libro #5 di Le Leggende del Vampiro)UNA RICERCA VITALE (Libro #6 di Le Leggende del Vampiro)FALLEN (Libro #7 di Le Leggende del Vampiro)

      Capitolo Uno

      Rachel Wood sedeva nel sedile posteriore della station wagon del 1997 della sua famiglia, odiando la sua vita. Alla sua destra c'era il noioso fratello minore, Mark; alla sua sinistra invece, la sorella maggiore Sarah canticchiava ad alta voce una canzone pop che ascoltava nelle cuffie del suo iPod. Quando il padre inserì la freccia, uscendo per l'ultima volta dall'autostrada, Rachel fece un respiro profondo, trattenne il fiato e poi si lasciò andare in un forte sospiro. Non riusciva a credere che la sua famiglia si stesse trasferendo proprio in quel momento, proprio al suo secondo anno di liceo!

      Rachel non riusciva a fare a meno di pensare a tutte le cose che la spaventavano. Che cosa sarebbe accaduto se non fosse riuscita a fare nuove amicizie? E se le persone l'avessero presa in giro? E se non si fosse trovata a proprio agio, o se i vestiti che indossava fossero risultati strani? Era preoccupata che sua sorella la prendesse in giro nei corridoi, e suo fratello la mettesse in imbarazzo: ancora di più, Rachel era preoccupata dal fatto che i suoi genitori, con il loro atteggiamento autoritario ed all'antica, la mettessero in imbarazzo.

      Il padre aveva svoltato a sinistra ed ora stavano percorrendo una lunga strada tortuosa.

      E' qui? Rachel si chiese.

      L'auto proseguì, entrando nel centro della cittadina. Fuori dal finestrino, la ragazza vide una pizzeria, un negozio di noleggio film, un salone estetico per unghie e un negozio Hallmark, con palloncini e bigliettini esposti nella vetrina.

      Mentre l'auto proseguiva lentamente all'interno della cittadina, Rachel notò poche persone: una donna che camminava sul marciapiede, spingendo un passeggino e un uomo con i suoi due figli, che indossavano un completo da calcio, con maglia AYSO blu e nera e scarpe. Rachel poi vide anche un gruppo di ragazzini, uno dei quali indossava una felpa con una tigre stampata sopra, su cui si leggeva “AHS.”

      Rachel riconobbe l'acronimo stampato sulla lettera di benvenuto che aveva ricevuto poche settimane prima dall'Apache High School. Sospirò e si chiese se questi potessero essere i suoi nuovi amici.

      Rachel guardò i ragazzi molto attentamente e sentì un vuoto allo stomaco. Vederli l'aveva fatta sentire ancora più nervosa per il primo giorno di scuola, che l'indomani avrebbe dovuto affrontare.

      Era imbarazzata per quanto il padre guidasse piano in città. Non sa quanto sia fuori moda andare come lumache in città? Rachel pensò. Nascose la testa tra le gambe, mentre sentì che l'auto acquistava velocità.

      La famiglia viaggiò per altri cinque minuti, lungo una strada suburbana. La ragazza osservava ogni casa davanti alla quale passavano e rimase sorpresa da ciò che vide. Quelle case erano molto diverse da quelle della sua vecchia città: erano grandi e sfarzose, avevano larghi vialetti d'accesso circolari e alcune avevano persino delle colonne che fiancheggiavano l'accesso al vialetto.

      Dove siamo?

      Mentre si avvicinavano alla fine della strada, il padre di Rachel frenò. Sarah si tolse le cuffie, e si guardò intorno, forse per la prima volta.

      Mark indicò e chiese: “E' questa?”

      Il vuoto allo stomaco di Rachel aumentò, mentre si preparava a vedere la sua nuova casa per la prima volta. Si chiese come fosse, come sarebbe stata la sua camera e se avrebbe dovuto dividerla di nuovo con Sarah.

      “42 di Pine Road!” il padre di Rachel annunciò ansiosamente.

      I pensieri di Rachel furono bruscamente interrotti, mentre entravano nel loro nuovo vialetto d'ingresso.

      Siamo a casa.

      Rachel esaminò la casa mentre vi entrarono. L'abitazione era diversa dalle altre sulla strada: si trattava di una casa bianca con imposte nere, un edificio più modesto, senza alcuna colonna d'accesso e nessun vialetto d'accesso circolare. Aveva invece, una porta d'entrata rossa, con un grande battente di ottone, a forma di leone.

      Rachel uscì dall'auto, fece un altro respiro profondo e afferrò la sua valigia. Corse all'interno, insieme a Sarah e Mark, per vedere le loro camere. Sarah, con una gomitata, superò Rachel, mentre si precipitavano alla porta d'entrata.

      “Io prendo la camera più grande!” Sarah gridò.

      Sarah corse al piano di sopra, attraversò il corridoio e chiuse dietro di sé la porta della prima camera. Mark superò a sua volta Rachel, facendole cadere la valigia dalle mani, e si precipitò in una delle camere, chiudendo la porta.

      Quando Rachel fu in cima alle scale, vide una porta aperta, l'unica porta di una camera rimasta: vi entrò e mise giù il bagaglio. La stanza era piccola, ma almeno le apparteneva. Era contenta di non dover affrontare Sarah e le sue ossessioni musicali.

      Pochi istanti dopo, Rachel sentì qualcuno bussare alla porta.

      “Sbrigati, è pesante,” la voce della madre di Rachel era soffocata.

      “Rachel!”

      Rachel aprì la porta e vide sulla soglia sua madre che reggeva una grossa scatola di cartone, su cui era stato scritto Cose di Rachel con un grosso pennarello nero. La madre poggiò la scatola al centro della camera, poi rivolse lo sguardo a Rachel e disse: “Non preoccuparti tesoro, imparerai ad apprezzare questo posto, te lo prometto.”

      Rachel scrollò le spalle ed esclamò: “Pazienza.”

      La ragazza era andata giù di morale, sin da quando, alcune settimane prima, i suoi le avevano annunciato il trasloco. Era accaduto una sera, mentre trascorreva con la sua famiglia le vacanze estive a Virginia Beach. I genitori erano stati alquanto strani per l'intera durata del viaggio e Rachel aveva avuto la sensazione che stessero nascondendo qualcosa. Inizialmente, aveva creduto che la madre fosse di nuovo incinta, ma non avrebbe mai potuto immaginare che, invece, si trattava di un imminente trasferimento.

      Rachel aveva vissuto in Pennsylvania per tutta la vita, nella stessa cittadina, nella stessa casa, e nella stessa camera sin da quando era piccola. Non si era mai aspettata di doversi trasferire, specialmente durante gli anni di liceo.

      “Vedremo,” Rachel rispose a sua madre.

      La donna uscì dalla camera e chiuse la porta dietro di sé.

      BIP BIP BIP.

      Rachel guardò fuori dalla finestra e vide un grosso camion bianco, fare retromarcia nel loro vialetto d'accesso; aveva la scritta “Traslochi e Deposito AL” stampata su una fiancata. Il bip cessò, e due uomini vennero fuori dal camion, e aprirono lo sportello posteriore.

      Rachel vide uscire scatolone dopo scatolone. Le sembrava che tutta la sua vita fosse stata bruscamente rinchiusa in quegli scatoloni,